Yoga e meditazione, in stile nomade, nel deserto del Sahara
Yoga e meditazione, in stile nomade, nel deserto del Sahara
Dal 1 al 5 maggio
Da Marrakech
Un trekking sulle orme dei beduini, praticando yoga e meditazione.
Dalla remota M’Hamid, che raggiungeremo in auto attraversando la possente catena montuosa dell’Atlante, alle maestose Dune Urlanti. Una notte nel confortevole bivacco fisso, immersi nel Sahara, e tre notti nel bivacco nomade, inoltrandoci sempre più nel deserto incontaminato. Per poi tornare a Marrakech con gli occhi colmi di bellezza e, inshallah, trasformati da un’esperienza unica.
Un viaggio introspettivo, di conoscenza ed immersione nella nostra natura più profonda ed essenziale. Ispirati, nelle pratiche di yoga e meditazione, dalla cornice evocativa, silenziosa e potente, del deserto. Senza rinunciare alla convivialità leggera e gioiosa che il cammino condiviso e la semplicità della vita nomade richiamano.
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Per i ṣūfī, i mistici dell’Islam delle origini, il deserto rappresenta il grado zero dell’anima, quello stadio cruciale di ogni percorso evolutivo in cui le illusioni dell’io, quel fragile castello di convinzioni, teorie e abitudini che costruiamo durante tutta una vita, si svela nella sua miseria, nella sua costitutiva inadeguatezza a rispondere alle nostre profonde istanze di realizzazione, completezza, felicità.
Occorre allora attraversare simbolicamente il deserto: abbandonare le proprie abitudini di pensiero, il passato, il conosciuto, il superfluo, per iniziare un viaggio all’insegna del nuovo, dell’ignoto, dell’essenziale. Il deserto bisbiglia, si dice, ma bisogna saperlo ascoltare. Ed è questa la quintessenza dello yoga e della meditazione: porsi in silenzioso ascolto della voce di quello che i ṣūfī, chiamano “l’Io più grande”, il Sé, la nostra reale natura.
Il termine Yoga pare d’altro canto derivare dalla radice sanscrita yuj con il significato di “unire”: riconoscere dunque, attraverso pratiche di consapevolezza (asana – cioè posture fisiche, pranayama – esercizi di respirazione controllata, mantra, mudra etc) l’inscindibile unione tra corpo e mente, tra sé individuale e collettivo, nonché la costitutiva interdipendenza tra uomo e Natura o Universo che dir si voglia. Quale migliore cornice a tali pratiche del deserto, così potente nella sua essenzialità, con la sua natura libera e selvaggia, la bellezza degli spazi illimitati, dei profondissimi silenzi?
Non è dato arrestarsi, aggrapparsi tenacemente al conosciuto, caricarsi di inutili zavorre, né tornare al passato. Inutile cercare risposte fuori di sé o consultare mappe, superfluo tentare di resistere al cambiamento: un viaggio nel deserto può insegnare la resa, la restituzione delle istanze di controllo e di quell’innata tendenza a voler esercitare un potere sulla Natura (anche la propria natura), a voler rendere misurabile prevedibile e governabile ciò che non lo è. Non si può conoscere e dunque amare ciò su cui si vuole esercitare un potere. Il deserto spalanca la porta a nuove dimensioni di libertà e amore, all’incontro con quel Divino immanente che è Natura.
Le pratiche di hatha yoga, meditazione, yoga sciamanico, shinrin yoku, insieme al cammino condiviso, saranno occasione per praticare innanzitutto uno sguardo nuovo. Non consumeremo un’esperienza, come purtroppo i tempi che viviamo ci portano spesso a fare, ma ci immergeremo nell’esperienza, lasciandoci attraversare e – inshallah – uscendone trasformati.
I temi


Per Hilmann tutto è simbolo nella nostra esistenza: eventi, incontri, esperienze sono immagini capaci di ricongiungerci ad una parte di noi dimenticata. Il potere simbolico, archetipico del deserto ha attraversato e nutrito epoche e culture: è categoria essenziale, fondante, nel pensiero teologico delle tre grandi religioni monoteiste e immagine chiave nelle tradizioni spirituali antecedenti, sciamanico-animiste.
L’assenza (di rumore, di “pieno”, di punti di riferimento fissi, di confini che delimitano lo sguardo) che non è inesistenza ma invisibilità, ci invita ad entrare in relazione con la nostra parte “invisibile”, che non possiamo cogliere con i sensi ordinari o il pensiero razionale; il silenzio, che non è privazione di suono ma origine e matrice di tutti i suoni possibili, ci permette di ricongiungerci con quel nostro sfondo calmo e infinito, da cui originano e in cui si dissolvono tutti i nostri pensieri, emozioni e sensazioni. L’asperità, la dolce ruvidità della vita nel deserto, ci spingono alla spogliazione dall’inessenziale, per procedere verso il nucleo dell’esperienza, al confronto con la verità. E ancora, gli spazi infiniti, selvaggi, ingovernabili ed imprevedibili, ci chiamano all’esperienza della Libertà, all’esperienza poetica del reale. Questi i temi che ispireranno le nostre pratiche di hatha yoga, meditazione, yoga sciamanico.
Ma il nostro yoga non si limiterà ai momenti codificati di pratica; yoga è condividere un pasto in semplicità ed attenzione, è mettere consapevolezza nel modo in cui si comunica e si ascolta, nella relazione non giudicante con ciò che non conosciamo ed esce dai nostri schemi di comportamento abituali.
Yoga è saper sorridere, anche di sé, prendersi un po’ meno sul serio e alleggerire il cammino di inutili fardelli di posture e ruoli.
Programma
1° giorno – l’andata. La spogliazione dall’inessenziale.


Partenza di prima mattina da Marrakech per raggiungere il villaggio di M’Hamid, alle porte del deserto (trasporto con veicolo privato Harmony Desert). Lasceremo Marrakech il mattino per raggiungere il Sahara nel tardo pomeriggio: il viaggio di avvicinamento al deserto ci condurrà attraverso paesaggi sempre diversi, mutevoli, cangianti. Dalla città caotica al villaggio berbero, dalla campagna alla montagna, dalla montagna al deserto, con alcune piccole pause di cui una dedicata al pranzo ed una ad una breve pratica introduttiva. L’avvicinamento al deserto sarà l’occasione di spogliarsi del superfluo: sperimenteremo la possibilità di alleggerirci di convinzioni limitanti, blocchi, ristagni, pesi che non attengono al momento presente e che limitano le nostre possibilità di fare un’esperienza libera e completa. Verranno in tal senso proposti spunti di osservazione introspettiva, da sviluppare individualmente durante il tragitto. Raggiunta l’ecolodge, tra le prime dune del Sahara, in un quadro idilliaco dal sapore orientale, o, ci confronteremo sulle prime impressioni, ceneremo con pietanze tipiche preparate con amore dal team dei beduini, assaporeremo la magia della notte del Sahara, e le sue stellate immense. Ci attende poi un buon letto comodo.
2° giorno – tra pianori desertici, tamerici e dune di sabbia. L’assenza.


Partenza a piedi da M’Hamid accompagnati dalla guida e la carovana dei dromedari. Dopo la colazione, lasceremo il superfluo al campo fisso (sottochiave) e caricheremo un bagaglio leggero, tende e suppellettili sui dromedari. Attraverseremo il magnifico palmeto di M’hamid attraverso l’Oued Drâa (letto del fiume Drâa ). I pianori desertici del Sahara s’offrono a noi. Praticheremo meditazione camminata, ispirandoci allo Shinrin Yoku (l’arte giapponese di immergersi consapevolmente nella natura attraverso l’utilizzo dei cinque sensi). Il tema delle pratiche della giornata sarà l’Assenza, di cui il deserto è maestro: assenza (di rumori, punti di riferimento, confini, comodità abituali, limiti per lo sguardo…) che non è inesistenza ma invisibilità ed in quanto tale ci permette di entrare in relazione con l’“invisibile” di noi. Il paesaggio evocativo che attraverseremo – e dal quale ci lasceremo attraversare – ci permetterà di entrare in profondità nelle nostre personali mancanze e di riscoprirle quali potenti alleati sul nostro cammino realizzativo.
Stabiliremo il bivacco ai piedi delle dune di sabbia Sidi Naji, dove pranzeremo. Dopo esserci rifocillati ed aver riposato, ci dedicheremo ad una pratica morbida di yoga (hatha flow, accessibile a tutti i livelli di pratica) e ad una meditazione al tramonto, entrambe ispirate al tema del giorno. In attesa della cena potremo scambiarci impressioni e rimandi.
3° giorno – verso le incantevoli Dune Urlanti. Il silenzio, il vuoto.


Ci risveglieremo dolcemente al ritmo del sole. Dopo la pratica di una sequenza fluida, ispirata alla tradizione dello yoga sciamanico (si tratta – in sintesi – di una serie di posture, accompagnate da respirazioni controllate e da gesti simbolici che imitano la forma e il movimento di animali) ci concederemo una buona colazione e sistemeremo la carovana dei dromedari per partire attraverso le dune di sabbia del Sahara. Durante la camminata praticheremo la meditazione Vipassana, mantenendo il silenzio e concentrando la nostra attenzione sulle sensazioni fisiche e non solo, che il deserto farà risuonare in noi. Dopo una pausa relax ripartiremo verso le maestose Dune Urlanti (uniche nel loro genere e chiamate così per dei singolari effetti sonori creati dal vento). Qui monteremo il campo e pranzeremo. A seguito del meritato riposo, ci dedicheremo al nostro tema del giorno, il Vuoto, attraverso pratiche di yin yoga e meditazione: scopriremo la possibilità di esperire il silenzio non tanto quale assenza di suono ma come fonte e origine di tutti i suoni possibili; sperimenteremo il vuoto come spazio disponibile, pregno di possibilità. Riconosceremo con leggerezza e ironia l’illusorietà delle nostre certezze, narrazioni su noi stessi, abitudini, teorie. Al tramonto saliremo alla grande duna: una camminata sportiva che ci regalerà una vista mozzafiato. Al ritorno ceneremo e scambieremo impressioni e rimandi. Porteremo consapevolezza anche nelle dinamiche relazionali all’interno del gruppo e naturalmente con le nostre guide, utilizzandola come ulteriore strumento (nella dinamica dello specchio) per entrare in profondità nell’osservazione e conoscenza di noi stessi.
4° giorno – tra dune e stelle. Libertà.


Risveglieremo dolcemente il corpo con una sequenza fluida ispirata allo yoga sciamanico. Dopo la colazione, Il viaggio continua dopo un immancabile pausa a Etonr. Successivamente il bivacco sarà posato all’Erg Bo Rabara, dove pranzeremo. Nel pomeriggio Marta sarà disponibile, per chi lo desiderasse, a confronti e pratiche individuali. Al tramonto ci dedicheremo ad una pratica di hatha flow, accessibile a tutti i livelli, ispirata al tema del giorno. Eserciteremo la relazione non giudicante con il limite come occasione per sperimentare nuove e più ampie dimensioni di Libertà: libertà da convinzioni, paure e attaccamenti. Libertà dai nostri “inarrivabili ed inaccettabili”. Libertà dal conosciuto.
Dopo cena, pratica facoltativa di yoga nidra come accompagnamento al sonno.
5° giorno – attraverso i verdi palmeti. Fiducia, fede.
Dopo la colazione, ci dedicheremo ad una pratica di meditazione conclusiva, che sintetizzando le tematiche attraversate durante il viaggio aprirà il varco all’esplorazione del tema del giorno: la fiducia, o per meglio dire la fede (che non è credenza) nella nostra reale natura, l’essenza che ci rende espressione unica e irripetibile della vita che tutto sostanzia e alimenta. Una forma di accettazione profonda, attiva e costruttiva, degli eventi che ci predisponiamo ad incontrare e rispetto ai quali non vogliamo essere vittime ma co-creatori.
Il bivacco viene smontato e dopo aver caricato la carovana dei dromedari cammineremo in direzione di M’hamid. Raggiunto il bivacco fisso, avremo occasione di rinfrescarci e pranzare, concludendo così il nostro percorso seminariale. Ripartiremo dunque per Marrakech dove arriveremo in serata.

Alcune specifiche
È necessario arrivare a Marrakech almeno il giorno prima della partenza e ripartire non prima del giorno successivo. Se necessario, vi potremo fornire suggerimenti per il pernottamento.
Sono compresi:
Il transfert dell’andata da Marrakech, con pranzo in viaggio, cena e pernottamento in ecolodge.Trekking guidato nel deserto in pensione completa, acqua minerale in bottiglia. Pratiche di gruppo facoltative, meditazione camminata, pratiche di concentrazione e consapevolezza. Colazione dell’ultimo giorno e transfert verso Marrakech. Sono esclusi la cena dell’ultimo giorno, mance, bevande extra, eventuale hammam l’ultimo giorno (organizzabile a prezzo ridotto) e naturalmente il pernottamento a Marrakech.
Le iscrizioni avvengono a seguito di un colloquio conoscitivo da fissare scrivendo a martabecco@gmail.com o WhatsApp.
Prima del colloquio è importante aver letto con attenzione
https://www.harmonydesert.com/temperatura-deserto-cosa-portare/#maggio
Ulteriori informazioni pratiche
https://www.harmonydesert.com/guida-completa-video-marrakech-trekking-nel-deserto
Le sessioni, i corsi, i seminari, i ritiri, il materiale offerto da Sarangi sono rivolti allo scopo della ricerca interiore, del problem solving e della crescita personale, non si sostituiscono al lavoro di medici e psicoterapeuti poiché non considerano, non trattano e non si pongono come obiettivo la risoluzione di patologie e sintomi di pertinenza medico-sanitaria.
