L’immagine del divino

Da me creata

Non mi crea più

Mi abita e sostanzia

Si fa corpo

Insetto

Bosco

Distinto ma non separato

Uno nel molteplice

Molteplice nell’uno

Lo sogno

costantemente

E nello specchio mi ri-conosco

Da cui il ragno accompagnato fuori

Con cura in un bicchiere

La contemplazione muta del ciclamino

Che sa le sue radici velenose

E la dolce tristezza dell’upupa morta

Che qualcuno, felino, ha portato in dono

Davanti alla mia porta


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