Che pena quelle siepi
Gli arbusti nei giardini
intrappolati a guisa di monili
Quanta presunzione
Piegare un albero ad un’ideale arido e snaturato
Che la bellezza sia dritta, tonda, liscia, piena, luce
Prevedibile, misurabile, governata

Hanno scavato buchi profondi nella terra i cinghiali
Presenze incontenibili nella notte
Mi sono affannata a ricolmarli
Sono tornati e di nuovo
Come una pioggia di meteoriti
Mi hanno portato alla luce
Profondità di radici contorte
E ombra selvatica
Che non vuole essere ripianata

L’immagine del divino
Da me creata
Non mi crea più
Mi abita e sostanzia
Si fa corpo
Insetto
Bosco
Distinto ma non separato
Uno nel molteplice
Molteplice nell’uno
Lo sogno
costantemente
E nello specchio mi ri-conosco
Da cui il ragno accompagnato fuori
Con cura in un bicchiere
La contemplazione muta del ciclamino
Che sa le sue radici velenose
E la dolce tristezza dell’upupa morta
Che qualcuno, felino, ha portato in dono
Davanti alla mia porta

Anima è natura
Natura è anima
L’immaginare
La bellissima via.
Di muschio e stelle
Di venti dolci
E terribili caverne
Di zanzare
E saggi capodogli
L’unica tua
per tornare
Ad essere Uno

“Le teorie sul corpo
Non lo riguardano mai
Non si misura il sapore del miele
Non si calcola il colore del petalo
La fame della volpe”.

Ho cucinato una torta
Con l’ansia che fosse buona
Che piacesse
Garantendomi la mia fetta di amore
L’ho caricata di così tante intenzioni
Che l’uvetta sta per scoppiare.
E’ un’ottima torta
Perché l’ansia la sapevo
Ed è l’ingrediente segreto,
L’en- ergon
Che la renderà impareggiabile

Tu sei così difficile a me
Da amare.
Per questo sei il mio tempio
Segreto
Ti offro
In sacrificio
Ciò che di me non so ancora
“Aiutami ad amarmi”

“Temporale, tremendo.
Nel bosco.
Sorride un pensiero.
Persino la mente, ora
Anela
L’abbraccio
rassicurante
dell’assenza.
Di luce
che a lame squarcia
Il silenzio.”

L’India è la madre
Che mi ha restituito la mia
L’emozione
Sepolta sotto un’idea
Delle più orrorifiche
L’amore si merita”

“M è in tempesta oggi
Sento il frangersi delle onde
Dal di qua del muro
Non so nulla di più delicato”

